



Voluto da Ferdinando IV di Borbone nel 1768 per sostituire la Gran Sala dedicata ai balli reali, fu progettato da Ferdinando Fuganel 1768 rimanendo intatto sostanzialmente fino al secondo conflitto mondiale. I bombardamenti distrussero completamente tutto il soffitto, perdendo dunque anche le originali decorazioni ed i cicli di affreschi (all'epoca eseguiti da Antonio Dominici), mentre danneggiò parte delle pareti laterali.
Il teatro ricevette così importanti lavori di restauro negli anni immediatamente dopo la guerra. Durante i suddetti lavori, furono eliminate anche le aggiunte ottocentescheeseguite, e fu ripristinato l'aspetto originario settecentesco. Il lato superiore fu completamente ricostruito, e furono così eseguiti nuovi dipinti compiuti da artisti quali:Francesco Galante, che eseguì le Nozze di Posidone ed Anfitrite (1953) al centro della volta, Antonio Bresciani e Vincenzo Chiancone, i quali eseguirono ognuno un Paesaggio con rovine posti rispettivamente sul lato occidentale uno ed orientale l'altro della volta,Alberto Chiancone, che compose due Paesaggi sui lati nord e sud, ed infine Cesare Maria Cristini, che eseguì alcune decorazioni minori.
Le dodici statue in cartapesta e gesso invece sono le originali opere di Angelo Viva e raffigurano Apollo, Minerva, Mercurio e le nove Muse.
Seppure il teatro risale al regno borbonico, edificato in occasione delle nozze tra Ferdinando IV e Maria Carolina d'Austria, sopra il palco reale, a seguito dell'unità d'Italia, fu inserito lo stemma sabauda e tolto quello dei Borbone di Napoli. Il teatrino, che ospitò rappresentazioni delle opere di Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa, oggi è utilizzato per piccoli spettacoli musicali e per piccole la Stagione "Progetto Napoli" proposta dal San Carlo.