Napoli, 30 ottobre 2019

 

Teorica delle arti, lettere ecc - Foyer del Teatro di San Carlo

 

Nell’ambito delle Celebrazioni dedicate a Leopardi, nel Foyer del Teatro di San Carlo, dal 7 al 10 novembre 2019, si potrà vedere l’opera di Eugenio Giliberti realizzata a “sei mani” con i giovani musicisti Michelangelo Pepe e Stefano Silvestri dal titolo Teorica delle arti, lettere ecc. da “Voi siete qui / vico Pero / Giacomo Leopardi / progetto di artista abitante”

 

Eugenio Giliberti

Con Michelangelo Pepe e Stefano Silvestri

Teorica delle arti, lettere ecc.

da “Voi siete qui / vico Pero / Giacomo Leopardi / progetto di artista abitante”

 

 

Nella Biblioteca Nazionale di Napoli sono conservati, tra i manoscritti delle “Carte Leopardi”, alcuni foglietti riempiti di numeri compilati con grafia minuta dal grande poeta e pensatore. Sono gli indici (polizzine) con i quali egli ci orienta nella lettura del suo monumentale “Zibaldone di pensieri”.

Ero all’inizio dell’elaborazione del mio “progetto di artista abitante” e quei numeri mi avevano colpito ma, attratto da altri materiali di studio, non ne avevo approfondito il senso. Mi tornavano alla memoria come immagini e li pensavo animati da una logica matematica affine alle mie opere combinatorie.

Partendo da questo ormai chiarito “mal entendu”, ho realizzato una serie di quadri – dipinti involontari - in cui le cifre da 0 a 9 sono rappresentate da altrettanti colori che si dispongono in piccoli quadrati nella superficie della tela secondo l’ordine degli indici. Il più grande di questi dipinti rappresenta l’indice “torica delle arti, lettere ec”.

Grazie alla messa a punto di un dispositivo teorico[i] che consente di stabilire una corrispondenza tra frequenze cromatiche e frequenze sonore, Stefano Silvestri e Michelangelo Pepe, due giovani e valenti musicisti “elettronici”[ii], hanno tradotto in suoni la composizione cromatica di “teorica delle arti, lettere ec.” ricavandone una sinfonia elettronica di 18 minuti.

Dalla parola al numero, dal numero al colore dal colore al suono. Abbiamo così disegnato per sezioni una curva che per chiudersi in un cerchio attende l’inserimento di un ultimo elemento di raccordo tra parola e suono: il canto.

Inserita nella mostra “indici.casa.volo” (Intragallery, Napoli  16 maggio – 11 luglio 2019), quest’opera è parte del “progetto di artista abitante”[iii], progetto di arte pubblica che interessa i luoghi leopardiani della città di Napoli a partire dalla sua ultima abitazione del vico Pero, nel quartiere Stella

Eugenio Giliberti

 

[i] Realizzato da Pepe e Silvestri da una mia intuizione grezza risalente agli anni ‘90

[ii] In forza al Conservatorio di Benevento

[iii] Il progetto parte dalla mia condizione di dirimpettaio diacronico del poeta in vico Pero

 

 

Il libretto di Ermione che andrà in scena al San Carlo dal 7 al 10 novembre è di Andrea Leone Tottola è lo stesso librettista de La Donna del Lago di Rossini. Giacomo Leopardi scriveva da Roma al fratello Carlo, il 5 febbraio 1823, di aver assistito al Teatro Argentina alla Donna del lago e di essere stato affascinato dalla musica rossiniana: «eseguita da voci sorprendenti, è cosa stupenda, e potrei piangere ancor io, se il dono delle lagrime non mi fosse stato sospeso, giacché m’avvedo pure di non averlo perduto affatto».

Penultima delle nove opere serie scritte da Rossini per Napoli, la Donna del lago è la terza delle quattro nate nel 1819, anno dell’Infinito, segue la napoletana Ermione e il ‘centone’ organizzato per Venezia, Eduardo e Cristina. In realtà, dopo Ermione Rossini non avrebbe dovuto scrivere per Barbaja fino alla quaresima dell’anno successivo, ma il forfait di Gaspare Spontini, scritturato al San Carlo e richiesto imperiosamente nello stesso tempo a Berlino da Federico Guglielmo III di Prussia, obbligò l’impresario a ricorrere nuovamente al Pesarese per colmare il vuoto nel cartellone.