13 luglio 2017

 

In occasione del 25° Anniversario della strage di Via d’Amelio

mostra fotografica
Luci dal buio: Mafia Antimafia

Salone degli Specchi
mercoledì 19 luglio 2017ore 18.30

Interventi
Luigi de Magistris
Sindaco di Napoli  

Rosanna Purchia
Sovrintendente

Carmela Pagano
Prefetto di Napoli

Don Mimmo Battaglia
Vescovo di Cerreto

Giovanni Conzo
Procuratore Aggiunto della Repubblica

Francesco Curcio
Sostituto Procuratore DNA

Fausto Milillo
Generale dei Carabinieri

Antonio Emanuele Schifani
Tenente Guardia di Finanza



Performance musicali

Coro di Voci Bianche
direttore Stefania Rinaldi

Allievi del Liceo Musicale 
Margherita di Savoia di Napoli

 

 

Mostra fotografica
Luci dal buio: Mafia Antimafia
immagini per un inventario

 

“Luci dal buio: Mafia Antimafia”, curata dalla Fondazione Italiana per la Legalità e Sviluppo “Generale dei Carabinieri Ignazio Milillo”.

La rassegna si compone di foto per lo più inedite e racconta, attraverso le immagini, la storia delle sconfitte, ma soprattutto delle grandi vittorie dello Stato sulla criminalità organizzata per ribadire la necessità di proseguire sulla strada della difesa della Legalità.

La rassegna fotografica che è stata già ospitata alla Camera dei Deputati, a Caserta, a Napoli, all’Università Jean Monnet, Istituto italiano di Cultura a New York, in Park Avenue, è rivolta soprattutto agli studenti delle scuole secondarie e delle università con il chiaro obiettivo di sensibilizzare sui temi della lotta alla criminalità organizzata e sulle regole di convivenza civile.

Gli scatti ricordano le dure ferite inferte al nostro Paese nella lotta alla mafia e nello stesso tempo ritraggono anche quelle luci emerse dalle tenebre per illuminare la difficile strada dell’affermazione della legalità condivisa.

L’esposizione, raccoglie le fotografie delle vittime di mafia, immagini di Palermo, immagini di boss e ritratti di intellettuali e uomini di Chiesa che si sono spesi per la cultura dell’antimafia.

Nel catalogo contributi di Francesco Sisinni, Teo Luzi, Alessandro Marangoni e Giuseppe Fausto Milillo, che così ricorda il giorno in cui il padre catturò Luciano Liggio: «In un tardo pomeriggio giunse a casa una telefonata. Il telefono nero posto al centro del corridoio squillò, mia madre rispose e subito dopo disse a mio fratello di andare a chiamare papà giù in ufficio. «Fai presto, molto presto, il signore a telefono non può aspettare. È urgente». Mio padre salì di corsa, prese il telefono ed affannato esclamò: ‘« Sei sicuro? Guarda che questa volta non posso, anzi non possiamo permetterci di sbagliare. È vero che ne abbiamo arrestati tanti, ma lui questa volta non può scappare, non deve scappare... Sì, stai tranquillo, ti passerò a prendere io in macchina. Sì, stai tranquillo, non sarò in uniforme e sarò da solo con il mio autista’’. Al termine della telefonata mio padre corse in camera, si cambiò e scappò via. Mia madre ci prese per mano e ci mise in ginocchio vicino alla Madonnina della camera da letto invitandoci a pregare per papà e per tutti i carabinieri che con mio padre stavano andando in un posto importante e pericoloso. «Che ritornino tutti vivi e sani», esclamò. Era il 14 maggio del 1964, quella sera a Corleone fu arrestato il temibile Luciano Liggio, la «primula rossa» della mafia, il «boss dei boss».

 

 

Iniziativa contro le mafie a cura di